Se si nasce allo spacco del sole sotto un cielo blu che più blu non si può, ci si abitua mai alla nebbia? No, dice. Impossibile. La nebbia occulta, è fredda, il sole invece scalda, rivela. Eppure quella coltre biancastra e spumosa esercita un certo fascino. Anche su chi per nascita, il giallo e il blu ce li ha sotto la pelle.
Mammachenebbione!, è il primo pensiero (inutile) di PI all’alba del decimo-undicesimo giorno nella nuova casa quando dalla finestra vede una nuvola bassa, umida e velata nella quale distingue ombre di alberi, campi e chissà che altro essere in giro per la campagna alle 6 del mattino. Su questi esseri, però, PI decide che è meglio non indagare vista la recente “battuta del cinghiale” dai risultati parecchio inferiori alle previsioni.
La nebbia, uno dei motivi per cui PI non potrebbe mai vivere in Padania. Dice, ma allora Albione? Non è avvolta nella nebbia 10 mesi all’anno? Come hai fatto a viverci? Veramente no. Memoria labile permettendo, tutto questo fumo di Londra che avvolge la città in un’impenetrabilecortina, PI non se lo ricorda. E, insomma, hai voglia a contraddire con dati cinematografici alla mano, la nebbia non è cosa che si dimentica facilmente. Non a caso PI quella di Milano se la ricorda. Si ricorda di quando, un sacco di anni fa, una mattina aprì la finestra e vide una massa densa e grigina e nulla più. E si ricorda che disse: “Oddio” e basta.
Certo, occultare, occulta. Mica facile guidare nel buio bianco-spuma tra macchine, umani e paesaggi che appaiono e scompaiono nel nulla. Ma il fascino della nebbia è proprio quello: la rivelazione improvvisa.
PI e LaPargola percorrono la strada ovattata che da casa porta al paese alto (dirette alla stazione dove LaPargola prende il treno per andare a scuola), circondate da una valle che non c’è. E’ un percorso sfocato, quasi surreale; ogni tanto spuntano le forme stilizzate di un tetto, un gruppo di case, una macchia di alberi. Sopra di loro, all’altezza del cielo ma così vicina che quasi si tocca, un’enorme sfera giallo opaco che potrebbe essere la luna e invece è il sole appannato.
Da quando si è trasferita nella nuova casa PI questa strada l’ha fatta quasi tutte le mattine ma ogni volta è presa alla sprovvista perché non sa mai quando succederà. Ma succede ogni volta: all’improvviso, lei e LaPargola escono dalla coltre e, come per incanto, si ritrovano nel mondo degli umani, sovrastate da un cielo blu che sembra finto tanto è blu e da un sole giallo inverno. Ogni volta che avviene la rivelazione, PI ha un sussulto e la sensazione di essere capitata a Brigadoon, il villaggio che appare un solo giorno ogni cento anni.
La sua Brigadoon è un piccolo paesino di antichissime-tra-le-più-antiche origini etrusche, dal sapore di ribollita e cinghiale in umido, che si affaccia su una valle nascosta tra le curve della strada. E’, forse per questo, una valle sfacciata, consapevole della sua bellezza che rivela piano piano fino a sorprenderti con la grandezza della sua bucolica eleganza.
Niente a che vedere con la vera Brigadoon insomma, ma tanto PI ci ricascherà anche domani…
Io avrei detto che profuma di legna bruciata nei camini, ma il tuo stomaco prende sempre il sopravvento,neh!?
Da: Lorenza su dicembre 17, 2011
alle 5:01 pm
ma come! Potevo palare dei pici, delle scamorze con il lardo di colonnata…Invece, parca, mi sono limitata a ribollita e cinghiale. E poi io la fragranza del camino la tengo sotto al naso domestico tutti i santDi giorni.
Da: pensieriinutili su dicembre 17, 2011
alle 5:09 pm
Come Brigadoon, anche Pensieri Inutili si manifesta (pressappoco) una volta ogni cent’anni, e ogni volta leggere e’ una rivelasion!
Da: Puillayne di Ghiusz su dicembre 17, 2011
alle 10:13 pm
Eehh, Puillayne ma non è per magia. PI sta diventando un po’ incostante.
Speriamo che riesca a continuare chè quando perdi l’esercizo so’ cavoli
Da: pensieriinutili su dicembre 18, 2011
alle 2:35 pm
E poi l’odore dei camini c’è praticamente in tutti i borghi, d’inverno…
Però quando ci fai il flash back da Pensieri inutili1 a Pensieri inutili2?
Da: Il principe Mishkin su dicembre 17, 2011
alle 10:16 pm
Poffarbacco! Un principe tra noi. Che onore Principe Mishkin…un flashback dici?
Mmhh, vedremo. Piano piano si dovrebbe riuscire a ricostruire la memoria persa.
Da: pensieriinutili su dicembre 18, 2011
alle 2:33 pm
Quella che chiami nebbia è una nuvola rimasta intrappolata dal freddo della notte e che il pallido sole del mattino non è ancora riuscito a sublimare. La nuvola sparisce all’improvviso, come un’angoscia risolta, mentre la nebbia sembra non avere fine. Una nuvola bassa è la speranza, la nebbia è l’irrisolto. Bentornata, PI
Da: Amicodelnord su dicembre 17, 2011
alle 11:57 pm
Amicodelnord, dici? Eppure ci somigliava tanto alla nebbia…
So’ contenta dell’esperto parere però. Mi piace l’idea della speranza;)
Da: pensieriinutili su dicembre 18, 2011
alle 2:38 pm