Inserito da: pensieriinutili | Gennaio 7, 2010

inverno

Altri 11 quintali di legna  impilati.
Perche’ la campagna e’ rilassante ma anche energica e quindi unsaccobbella…
Inserito da: pensieriinutili | Gennaio 5, 2010

Toilet, un mistero belpaesano

La pargola è perplessa. Tutto ciò a cui i Belpaesani sono  bellamente assuefatti, vuoi per pigrizia, vuoi perchè non conoscono altro, alla pargola,invece, le fa lambiccare il cervello e alla madre …invecepure.

Nel bagno della sua scuola c’è un cartello che invita a lavarsi le mani ma “non si sa come ce le dobbiamo lavare queste mani, visto che il sapone non c’è. Cioè, c’era il primo giorno di scuola ma poi è sparito. Come mai, secondo te?

Il quesito, all’apparenza modesto, non è , in verità, di facile risoluzione, soprattutto se inserito in un’ottica più ampia: la toilet belpaesana, sia essa in strada, in un bar,  in aeroporto, al Comune o in ospedale presenta delle caratteristiche comuni, di natura spesso imperscrutabile, che l’avvolgono in un alone di mistero.

Mistero numero uno: cosa accade  alla carta igienica nei succitati bagni pubblici? Forse c’è un buco nero che risucchia i saponi, le tovagliette asciugamani e anche i rotoli di cartaigienica appena messi?

Puoi girare tutta l’Europa e incorrere in problemi di incomunicabilità linguistica, incomprensione culturale o incompatibilità climatica ma se vai in un qualunque bagno pubblico, la carta igienica c’è. È un dato di fatto.

Nel Belpaese, se non sei un’ assidua compratrice di Kleenex e ti scappa, sono cavoli. Anche questo è un dato di fatto (peraltro sperimentato). Inspiegabilmente anche nei bar dove, per accedere al bagno, ti consegnano le famose chiavi, con aria sempre un pò diffidente (non sia mai che ti insacchi il sapone o ti rubi il rotolo nuovo nuovo), la magica carta non è una garanzia..

Se la fortuna ti arride,capita che il rotolino lo trovi. A terra però o, meglio ancora, sul lavandino, a tre metri dal water. Piacevole scoperta questa, che avviene durante quel simpatico gioco equilibrista cui l’esser femminuccia e germi-conscia ti costringe. Prima no, never.

Ora, ammesso che tutto vada per il verso giusto e:

che si riesca a raggiungere la borsa- in bilico sulla maniglia della porta- o il lavandino e ad acciaffare rispettivamente o i kleenx o il sacro rotolo senza perdere l’equilibrio

che una volta in posizione eretta, non si scivoli in quella che, nella migliore delle ipotesi, è acqua ai piedi del water e di chi lo usa (per quanto il colore nerastro del liquido si presti ad altre interpretazioni)

che la borsa e la giacca non siano cascate dalla suddetta maniglia ( i ganci al muro sono lussi più unici che rari) nella suddetta pozzangherina …

…l’impresa non è comunque volta al termine. Al contrario, ci si trova, indenni e traballini, di fronte al mistero numero due: dove sarà la leva dello sciacquone?

Si procede dunque alla prima fase dell’ispezione: si controlla se ci sono cellule fotoelettriche sul muro, di quelle che passi la mano e l’acqua scroscia, poi si guarda per terra per individuare eventuali leve da premere con il piede. Se la ricerca non dà i frutti sperati e la tecnologia avanzata viene a mancare, l’impresa diventa critica.

La diabolica leva potrebbe essere ovunque: alla fine della corda che pende dall’alto (stile inizi ‘900) o che, perchè no, fuoriesce dal muro; mimetizzata sotto forma di largo tasto quadrato incima allo sciacquone; ricavata da un filo di metallo intrecciato alla meno peggio che sporge dalla cassa dello sciacquone (giuro) oppure nel tradizionalissimo bottone argentato che spunta dal muro, a un metro di distanza dal water.

Quello che neanche Hulk riuscirebbe a spingere e che, comunque, non ti aspetteresti mai più di trovare perchè estinto insieme alle dieci lire dell’ascensore.

Se, invece, i bagni da te prescelti sono dotati di sofisticati high-tech accessories (ma non di cartaigienica), il discorso cambia completamente e, mentre cerchi di tenerti in equilibrio, acciaffare i kleenex, non scivolare ed evitare la precipitatio di giacca e borsa, la doccetta fresca ai…glutei ti avverte che il mistero numero due è risolto. Ma chissà perchè, la rivelazione difficilmente ti consola….

Inserito da: pensieriinutili | Gennaio 1, 2010

Dove lo passate il buon anno?

Giorno 1, anno 2010, anno secondo, seconda vita. La famiglia di Pensieriinutili è sopravvissuta ad un altro capodanno. E, nonostante l’assenza del Grande Capo che, da sempre, organizza l’acquisto, la preparazione e la distribuzione degli alimenti in un clima di ansia, agitazione ed affanno, la famiglia è riuscita inspiegabilmente a mettere insieme una cena per tempo.

E ciò va annoverato nel manuale dei miracoli visto che, mentre l’Europa tutta organizza la cena del 31 con qualche giorno d’anticipo (il Grande Capo, in verità, si anticipa sull’anticipo) rispetto all’ora X, la famiglia di Pensieriinutili si gingilla nella certezza (assolutamente infondata) che qualcuno stia mettendo in moto la grande macchina organizzativa.

LaMadre e LaSorellaPiccola pensano che le cibarie appariranno come per magia sulla tavola imbandita da Cenerentola.

Pensieriinutili e laSorellaMedia credono (sempre su basi rigorosamente infondate) che ilCognatochevienedall’Urbe porterà con sè delizie già pronte, evitando così a tutti le fatiche dello spignattamento.

Al Cognatochevienedall’Urbe nessuno ha detto cosa portare e per quante persone cosicchè egli ignora il suo ruolo fondamentale nella macchina organizzativa.

La pargola pensa che è in preparazione il cenone più divertente dell’anno con ricchi premi e cotillons e invece…no.

Sulla strada che porta dal Grande Capo, a Pensieriinutili, in uno sprazzo di lucidità, viene il dubbio (più sillogistico che amletico) che, non essendoci dietro la macchina organizzativa nè lei nè il Grande Capo o la SorellaMedia o i cognati, le uniche rimaste siano laMadre e laSorellaPiccola. E siccome nell’una regna il caos e nell’altra la fede nel Deus ex Machina , il menù potrebbe risolversi in generose porzioni di pane innaffiate da fiumi di acqua fresca.

Il dubbio è sciolto alle 11.00 del 31 quando Pensierinutili chiama laSorellaPiccola che, alla domanda : ma ilCognatochevienedall’Urbe (che è anche suo marito) porterà cibarie per tutti?, risponde con un candido e rassicurante Boh? E non intende le ragioni di Pensieriinutili che, a questo punto, si altera un pochino.

Ma laSorellaPiccola non è nata per pianificare e organizzare. Il suo è un cervello predisposto per altre funzioni, nobili ma altre e al netto dei complessi intrecci di neuroni che albergano nella sua testa.

E così, nel dubbio del menù e sotto un cielo nero a ovest e e blu a est, Pensieriinutili e laSorellaMedia giungono a destinazione dove Il Grande Capo, convinto di avere per figlie Biancaneve, Cenerentola  e La bella addormentata, spiega la dinamica del suo recente  intervento chirurgico : perchè vedete, prima nell’intestino c’era una valvola che distribuiva: questo va qua, quello va là , ora questa valvola non c’è più…

E a Pensieriinutili, che ancora rimugina sulla macchina organizzativa del capodanno, viene in mente che, ad avercela in testa questa saggia valvolina, la sera si mangerebbero spaghetti alle vongole e gamberoni alla brace…

Invece, grazie al Cognatocheabitaqua, si mangia un buonissimo ragù con salsicce e polpette e, a mezzanotte, si guardano i fuochetti d’artificio di CDP e, sotto una pioggerellina un pò britannica, si dice:

BUON ANNO A TUTTI!


Inserito da: pensieriinutili | Dicembre 30, 2009

Tutto il mondo è paese

Come sempre, prima di “postarla”, leggo la rubrica del professore. Un pò perchè devo riadattare il testo al formato del sito,e un pò (tanto) perchè mi piace leggerlo. Il professore scrive bene. La sua scrittura odora della mia scuola e sa di ore trascorse a fare l’analisi logica e la scomposizione di frasi latine d’altri tempi.

Tra il professore e la scrittura c’è un rapporto di impegno e di passione. Ma c’è anche la fine ricerca di quell’unica parola che può compiere il miracolo della piena espressione di una piccola idea o di una grande emozione.

Questa settimana il professore cita il discorso che Obama, da una scuola della Virginia, ha rivolto agli studenti americani all’inizio di quest’anno scolastico. Ne riporta un breve passo e parla dell’”affascinamento” dei ragazzi nell’ascoltare le parole del primo presidente americano nero della storia. Poi conclude rammaricandosi del fatto che a nessun  politico italiano è mai venuto in mente di fare un discorso vis à vis con gli studenti italiani.

Affascinata anch’io, cerco il discorso su Internet e, trovatolo, chiamo la pargola per condividere con lei le magiche parole del magico uomo venuto dal nulla. La pargola legge e ascolta la mia lettura, anche lei un pò rapita da concetti che, espressi da sua madre, sarebbero solo l’ennesimo predicozzo. Ma tant’è..le prèsident est toujours le prèsident.

Obama ricorda ai ragazzi che la strada verso il successo è irta di ostacoli e fatiche. Spiega che non bisogna fermarsi di fronte al *fallimento e che gli errori servono a migliorarsi, non ad arrendersi. È con la perseveranza e l’autodisciplina che si acquisiscono abilità e competenze e ci si fa strada nella vita. In una parola, il giovane presidente parla di **meritocrazia.

Come il professore, anche io mi rammarico delle nostre deficienze politiche e, per sopperire, dico alla pargola che  “questo discorso è per i bambini e i ragazzi di tutto il mondo”. Ma poi penso che non è vero perchè:

uno: la strada che porta al successo è normalmente irta di ostacoli e fatiche ma nel Belpaese non contano nè gli uni nè le altre. Nel Belpaese conta chi conosci e che favori puoi rendere..

due: anche volendo, dove si va a pescare l’autoritario politico che dovrebbe farlo questo discorso? Le belle parole da sole non fanno rumore. Ci vuole un artista che le pronunci con la giusta dose di etica e poesia.

Ora a me così, su due piedi, mi viene in mente chessò il ministro dell’istruzione e mi vedo sul palchetto la Gelmini che, per carità, mica tutto da buttare ma in quanto a carisma e presenza scenica mi sa che non ci siamo proprio. Oppure la Carfagna che parla di studiare e lavorare duro per ottenere posizioni di prestigio?

O la discendente del duce nonchè progenie della Loren che invita alla fatica e all’autodisciplina? Resta le prèsident (quello nostrano), che in quanto a dirittura morale e credibilità sarebbe l’unico papabile, ma lui, pobre, ha già l’ingrato compito di sedare le beghe degli pseudoadulti. Chiedergli di occuparsi anche dei giovani mi sembra troppo.

Nel mentre di queste riflessioni assolutamente inutili e per niente originali ma in definitiva inevitabili quando c’hai una pargola alla quale qualche principio sano ma realistico glielo dovrai pur insegnare, arrivano i miei due studenti americani.

Per la precisione, i miei due studenti americani che hanno preso la residenza italiana perchè le contraddizioni del Belpaese le trovano charming e non tipiche di un paese del terzo (ma anche quarto) mondo, definizione per la quale io, invece, propendo un pò di più.

I miei due studenti americani che, scopro, udite udite, si vergognano di essere americani tanto da fingere di essere canadesi quando vien chiesta loro la provenienza e che, strabuzzate pure le orecchie, sostengono che anche in America (e parliamo della la meta più gettonata da cervelli e talenti italiani) conta chi conosci.(??!!)

E quindi qua o tutto il mondo è paese o i miei due studenti americani non ci stanno con la testa.

note al testo:

*Fallimento= contrario di successo. Concetto in via di estinzione nel contesto educativo europeo e termine politically incorrect negli ambienti formativi dai 3 ai 35 anni.

**Meritocrazia= siamo spiacenti ma la parola da lei digitata risulta inesistente.

Inserito da: pensieriinutili | Dicembre 28, 2009

Inserito da: pensieriinutili | Dicembre 21, 2009

Corpi speciali

Ci sono parole scritte che ti lasciano piena di stupore per la precisione con cui esprimono le tue emozioni e i tuoi pensieri più contorti.

Ci sono espressioni carpite al volo che vorresti fissare nella memoria con la colla perchè, all’occorrenza, non ti tornano mai in mente.

E poi ci sono le perle degli amici che hanno il raro dono di sposare il garbo e l’ironia, regalandoti un attimo di ilarità e un pizzico di dolcezza quando meno te lo aspetti.

Presenzio ad una di queste chicche mentre l’amico Peter Pan, la bella Elena ed io siamo in macchina, diretti a Castillòn près du lac. Il cielo “sopra di noi” è plumbeo e minuscoli fiocchi di neve transitano leggeri sul macchinone di Peter Pan.

Chiacchieriamo del più e del meno mentre ammiriamo il paesaggio semi innevato davanti a noi. A Elena viene in mente lo scioccante caso dell’uomo costretto a  “sognare” per 23 anni perchè, nonostante il coma e lo stato vegetativo (clinicamente diagnosticati), aveva  il cervello drammaticamente cosciente e tragicamente attivo. Era consapevole di tutto ciò che accadeva intorno a lui, spiega Elena, ma non poteva muovere neanche un dito del suo corpo inerte.

Un’orrore alla Edgar Allan Poe, commentiamo la bella Elena ed io. Peter Pan annuisce con veemenza, confermando l’analogia con Poe, mentre noi continuiamo a fare tutte le considerazioni e le analisi del caso.

Immagini cosa deve essere stato? Praticamente come essere intrappolato nel tuo stesso corpo… “ riflette Elena ad alta voce,  rivolgendosi distrattamente a Peter Pan.

E lui, che finora si è limitato ad ascoltare e ad annuire, la guarda con aria di grande meraviglia e le risponde la risposta meno pensata: “ Vuoi dire nel TUO corpo? Scherzi?  Sarebbe come un sogno che diventa realtà!”

E meno male che ci ricordava Edgar Allan Poe…

Inserito da: pensieriinutili | Dicembre 17, 2009

e insomma…

qui si batte la fiacca, lo so, ma il tempo travolge , il natale incalza e, tanto per gradire, ci si trova nel bel mezzo di una scossetta di terremoto e si vive una tragedia gia’ vissuta, anche se solo per pochi secondi. Naturalmente ci si trova nel centro dell’…epicentro perche’ a noi le cose piace farle precise.

Questione di attimi, poi la paura passa e lascia il posto alla gratitudine e alla felicita’ per le case che non sono crollate e i disastri che non si sono ripetuti.

La pargola ha sentito il movimento tellurico e, a chi le ha chiesto notizie,  ha risposto con un leggero fremito di eccitazione che si’ aveva sentito la scossa ma che sua madre l’aveva sentita ancora di piu’. Perche’ sua madre, e fa una pausa di preparazione allo scoop, si trovava proprio nell’heppicenter del terremoto mentre lei solo a casa della zia.

Inserito da: pensieriinutili | Dicembre 12, 2009

Occasioni d’oro

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Inserito da: pensieriinutili | Dicembre 10, 2009

Progetto Presepe

Da un paio di decadi a questa parte, il natale arriva di sottecchi, senza preavviso. E tra lo stupore generale per l’insospettato arrivo, fioccano le frasi di rito: mammamiaègiànatale, maròèpassatounaltranno, questannoèpropriovolatovia, accidentisiamogiàadicembre e chi più ne ha, per favore non ne metta che una volta tanto melius deficere quam abundare…

In questo secondo anno di questa  seconda vita, la pargola ed io discutiamo se fare o meno l’albero, dati gli spazi un pò ridotti della casa per cui se entra un albero, dobbiamo uscire noi. Tuttavia, ignara di misure e dimensioni, la pargola questa discussione non la capisce. E nemmeno le nane che su questo sono molto solidali e molto poco flessibili: a natale si fa l’albero e punto. Ma dove s’è visto mai.

La discussione, che vede coinvolto il nanoparlamento al completo, si arricchisce di argomentazioni (loro) e di condizioni (mie) e va avanti per diversi giorni. Nel frattempo, (dicembre incalza e mammamiagiàènatale, idem come sopra) si spaccotta il presepe il cui allestimento, a differenza dell’albero… non si discute.

Va premesso che la pargola è una tipa analitica. Nel suo mondo, nulla viene lasciato al caso o alla mercè della percezione emotiva. A differenza di sua madre, che vive sulla scia delle sensazioni e delle fasi lunari, la pargola è il trionfo della ragion pura. Osserva, registra, elabora, e poi interroga a scopo di conferma.

In quest’ottica, il presepe non è soltanto un’opera d’arte nè uno sbrigativo accocchiamento di muschio e figurine, quanto piuttosto un delicato connubio di lavoro d’autore e analisi storica, sociale e culturale.  È da questo sodalizio che nasce il posizionamento di pastori, osti, pizzaioli, pescivendoli e altri abitanti del complesso residenziale “Il Presepe”.

Nella fase uno si procede, dunque, alla preparazione del complesso e di una lista fine ad un’accurata assegnazione delle case alle famiglie e, naturalmente, alla formazione di dette famiglie.

“Mamma, secondo te un pastore può sposare una pescivendola?

“certo, perchè no”

”ok vabbene” dice soddisfattisima la pargola che aveva già predisposto il matrimonio e assegnato la casa (quella con le lucette blu).

Nella fase due, il progetto “presepe” (Renzo Piano, leggi e impara…) prevede la deliberazione delle professioni e delle proprietà di cui le famiglie verranno dotate. Una specie di paradiso di Censo e Catasto.

“Mamma, secondo te, the inn-keeper (il locandiere) può avere un bull?”

“sì, può” rispondo sapendo che è la risposta giusta.

“e la moglie dell’inn-keeper può fare un altro lavoro?”

“in che senso?”

“cioè, deve per forza lavorare con il marito?”

“ah, no” enfatizzo io madrelunatica che, in un attimo di lucidità, decido che entrare nel merito della condizione femminile vigente nell’anno domini, sia poco natalizio.

“bene, allora.. she will sell buns (focaccine)” sancisce compiaciuta la pargola, che, nel mentre, appunta tutto scrupolosamente.

“E… mamma, questo pensi che sia un maschio o una femmina? A me sembra proprio una femmina..” domanda poi la piccola ingegnera mostrando un pastore di fattezze un pò efebiche ma inequivocabilmente maschio.

“maschio” dichiaro mentre cerco, invano, di leggere uno dei 5 libri da recensire nel giro di una settimana.

“ma…esistevano pastori donne in questo tempo?”

“mmhh, che io sappia no” e comunque, idem come sopra, la storia della condizione femminile la rimandiamo ad maiora.

“neanche una? Sei sicura sicura?”

“bè’” concedo, levandomi gli occhiali per l’ennesima volta “una sicuramente ci sarà stata, figurati, magari anche più di una..”

“ma una sicuramente” dichiara conclusiva la pargola, scribacchiando notine sul suo foglietto.

Infine, provata dall’opera progettuale ma soddisfatta, ripone gli strumenti del lavoro e si ritira nei suoi appartamenti, lasciando in bella mostra, sul tavolino del soggiorno, tutti gli abitanti del conglomerato presepiale, rigorosamente in fila e divisi per specie: le pecore con le pecore, i pastori con i pastori ….Tutti in paziente ma fiduciosa attesa di abitazione, nucleo familiare e collocazione professionale.

Inserito da: pensieriinutili | Dicembre 4, 2009

Problemi di orientamento

Per noi affette da una grave forma di disabilità toponimica e direzionale, spostarci su due gambe o quattro ruote in luoghi non familiari è un’impresa ardua e spesso imbarazzante.

Triste ma vero, per noi mappedisabili, che alla parola orientamento associamo universitario, Nord, Sud, Est ed Ovest sono concetti puramente astratti. Come dire… idee platoniche, perfette ma irraggiugibili in questa vita. La geografia, naturellement, è per noi un’affascinante incognita.

In questo mondo a tutto tondo senza punti cardinali, le strade sono un oscuro labirinto che neanche 10 fili di Arianna riuscirebbero a districare, le rotonde (che a CDP cominciano a nascere nottetempo) sono il preludio di un ansioso girare a lungo in largo e le destinazioni una vaga e lontana speranza.

Nell’amena CDL, a una misera manciata di kilometri da CDP, laSorella ed io cerchiamo da varie mezz’ore la benedetta piscina.

La prossima volta porto il gps” annuncia laSorella.

Effettivamente, considerato che CDL consta di un centro con tre strade, un lungolago e  una decina di case fuori le mura che chiamasi,pertanto, “periferia” e considerato che la direzione CDP-CDL e’: sempredritto, si intende perchè il GPS, (o come vuole il lessico famigliare :“la signorina”) è un must.

In verità siamo sulla strada giusta ma, ignare della vicinanza della meta, chiediamo indicazioni a un jogger,unico essere animato del ridente (almeno esso) paesaggio.

Costui, senza smettere di fare il suo sacrosanto jogging, ci guarda con aria un pò bovina e ci dice di girare a destra e di prendere poi la discesa.

“..??..” non ci diciamo lasorella ed io ma partiamo fiduciose che prima o poi la discesa apparirà e alla fine di questa ..l’agognata meta.

Inutile specificare che, a tutt’oggi, dopo aver girato in lungo e in largo CDL e perso un altro paio di mezz’ore, l’ubicazione di detta discesa è ancora un mistero.

Ma noi patologiche mappedisabili siamo pervicaci. Chiediamo,quindi, indicazioni ad una madre cum pargolino (può mai una madre essere bovina o menzognera?), tentando di afferrare,questa volta, ogni possibile sfumatura toponimica…

Non è necessario. La santa donna è precisa come una svizzera: “segua i segnali della “Guardia di Finanza”, non può sbagliare” –oddio su questo non ci giureremmo ma l’esistenza di chiare segnalazioni ci rincuora e, trovato il primo segnale della GDF, ci galvanizziamo, seguendo i successivi con crescente eccitazione. Destra,sinistra, vaidiqui, giralà…sembriamo il grande Sciumi e il suo copilota all’apice della carriera.

Te l’avevo detto che era in questa zona. Mi ricordavo bene io…”. LaSorella a volte ha una sfacciataggine e pure un coraggio di esternarla veramente ammirevoli.

Eccoci!” strilliamo inebriate dal successo dell’operazione che, fino ad ora, ci ha tolto tra le 4 e le 5 mezz’ore della nostra vita. E ce ne toglierà minimo un’altra visto che l’edificio che abbiamo di fronte è proprio quello della Guardia di Finanza, mentre della piscina neanche l’odore di cloro…

Colte dallo sconforto scorgiamo un essere umano e, tra sussulti disperati, riusciamo a formulare per l’ennesima volta la domanda su dovecavoloe’lastramaledetta piscina.

È dall’altra parte di CDL” pronuncia quello.

Ma se ci hanno detto di seguire i segnali per la Guardia di Finanza!”

Eh sì ma questa è la Tributaria

“.…………

Due mezz’ore e una piscina trovata chiusa dopo, laSorella ed io decidiamo che, senza tema di vilipendio, ci iscriveremo al corso dal titolo: “Dove sono? Teoria e Pratica su come orientarsi in città e imparare a leggere una mappa stradale” presso l’Universita’ Libera di CDP…

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